BREVE DIZIONARIO DI STRATEGIA CINESE Limes 2025-12

 

BREVE DIZIONARIO DI STRATEGIA CINESE

Due prontuari ufficiali per l’esegesi del nuovo piano quinquennale, a uso di esperti e cittadini, aiutano a leggere il momento della Repubblica Popolare. ‘Il multipolarismo avanza’ inesorabile. Tradotto: Pechino non si ferma davanti a niente e a nessuno.
di JIANG Jiang
Pubblicato il 
Pubblicato in: IL TEMPO DELLA CINA - n°12 - 2025
Carta di Laura Canali - 2025
Carta di Laura Canali - 2025 

1. La Casa editrice del Popolo ha pubblicato recentemente due prontuari per aiutare il lettore a comprendere il documento chiave che elenca le priorità del nuovo piano quinquennale: le «Raccomandazioni del Comitato centrale del Partito comunista cinese (Pcc) per la formulazione del 15° piano quinquennale per lo sviluppo sociale ed economico nazionale», adottate dalla quarta sessione plenaria del 20° Comitato centrale del Pcc. I due libretti in questione sono il Prontuario sulle raccomandazioni del Comitato centrale del Partito comunista cinese (Pcc) per la formulazione del 15° piano quinquennale per lo sviluppo sociale ed economico nazionale e Domande e risposte sulle raccomandazioni del Comitato centrale del Partito comunista cinese (Pcc) per la formulazione del 15° piano quinquennale per lo sviluppo sociale ed economico nazionale.

Chi ha familiarità con la Cina saprà forse che da qualche anno il governo cinese è solito produrre questo tipo di «guide» dopo grandi eventi politici o dopo la pubblicazione di documenti chiave. Il loro valore sta nel fatto di schiudere una finestra sul pensiero strategico dei decisori cinesi in ambiti cruciali. Tanto che, come già negli anni passati, gli articoli di cui si compongono appaiono anche singolarmente sul Quotidiano del popolo, l’organo d’informazione del Pcc.

Rispetto al documento ufficiale cui si riferiscono, i prontuari offrono indicazioni e segnali più specifici. Riguardo alla politica economica, ad esempio, si precisa che l’obiettivo è «rafforzare la circolazione interna (…) sviluppandone la forza di traino endogena e l’affidabilità». La «circolazione interna» è parte del concetto di «doppia circolazione» adottato nel 2020 dal Comitato centrale per affrontare le crescenti incertezze globali. Il paradigma dà priorità al mercato interno, ponendolo in relazione a quello delle esportazioni (esterno) in modo che si rafforzino a vicenda. La «circolazione interna» fa leva su un mercato nazionale unificato per ottimizzare produzione, distribuzione e consumo, onde sfruttarne al massimo le potenzialità e aumentare la solidità economica della nazione.

Carta di Laura Canali - 2023
Carta di Laura Canali - 2023 

Nell’articolo del prontuario a sua firma, il premier Li Qiang specifica che «durante il periodo di programmazione 2026-2030 [quello del nuovo piano quinquennale] porremo maggiore enfasi sul rafforzamento della circolazione interna come base dello sviluppo», in quanto «una grande economia ha il vantaggio di [poter attuare] una crescita trainata dalla domanda e da una circolazione internamente sostenibile. (…) La stabilità e la crescita di lungo termine della circolazione interna possono contrastare le incertezze che sorgono dalla circolazione internazionale». Ciò non implica che quest’ultima (cioè il commercio e i legami economici internazionali) divenga trascurabile, tuttavia l’affermazione riflette la visione strategica che i decisori cinesi hanno dell’attuale ambiente geopolitico. Non è la prima volta che il premier Li esprime questa visione. Ha fatto affermazioni simili a marzo, in una riunione del Consiglio di Stato volta a promuovere la circolazione (mercato) interna. La novità sta nel fatto che il prontuario pone esplicitamente questa svolta strategica nell’orizzonte del piano quinquennale.

A riprova, il testo incita a «intensificare gli scambi e l’apprendimento reciproco tra civiltà». Non si specifica come, ma nel suo articolo Li Shulei, capo del Dipartimento affari pubblici del Comitato centrale, scrive che occorre «sostenere lo sviluppo internazionale dei social media». Ovviamente, il riferimento è alle piattaforme cinesi come Douyin (versione cinese di TikTok), Xiaohongshu (RedNote) e Weibo (X), finora rivolte quasi esclusivamente a utenti cinesi. Quando, mesi fa, negli Stati Uniti si è palesata la chiusura di TikTok, molti utenti locali sono passati in massa a RedNote. Come risponderà la Cina? Le parole di Li offrono un possibile indizio: aiutare le piattaforme come RedNote a sviluppare più funzioni per un pubblico internazionale, in modo da concretizzare gli «scambi tra civiltà».

2. Mentre quasi tutti gli articoli del primo prontuario sono firmati da alti funzionari, le domande e risposte dell’altro appaiono in forma anonima. Sono dunque attribuibili collettivamente alla squadra di compilatori, cioè al gruppo di funzionari più coinvolto nella formulazione del piano quinquennale e con la maggiore conoscenza puntuale dello stesso.

Carta di Laura Canali - 2025
Carta di Laura Canali - 2025 

A pagina 175–177 del primo testo compare un articolo a firma di Tian Peiyan, vicedirettore dell’Ufficio di ricerca politica del Comitato centrale, dal titolo: «Cambiamenti profondi e complessi dell’ambiente di sviluppo cinese durante il 15° piano quinquennale». Vi si legge: «Alcuni paesi occidentali vivono con disagio il rapido avvento del multipolarismo e provano ancora a mantenere un’egemonia unipolare, ma queste azioni scontano la diffusa opposizione della comunità internazionale. (…) La globalizzazione economica incontra ostacoli, ma resta una dinamica inarrestabile. (…) I rischi connessi alla sicurezza strategica sono in aumento, la fiducia reciproca tra le potenze nucleari si sta indebolendo e una nuova corsa al riarmo è possibile. (…) Più fattori complessi caratterizzano l’ambiente di sicurezza della Cina».

Il primo periodo non nomina alcun paese in particolare, ma «egemonia unipolare» è interpretabile come riferimento indiretto agli Stati Uniti. La seconda frase indica che per i decisori cinesi la globalizzazione economica è destinata a persistere e che la Cina intende restarvi integrata il più a lungo possibile, tutelando la propria sicurezza. La terza frase risulta particolarmente tempestiva, in quanto è apparsa prima che Donald Trump, il 30 ottobre, ordinasse l’immediata ripresa dei test nucleari dopo una sospensione di 33 anni. L’ultimo periodo rimanda alla «Conferenza centrale sul lavoro legato ai paesi vicini», tenutasi ad aprile in Cina dopo 12 anni dall’ultima edizione. Nelle conclusioni della conferenza si sottolineava che «le relazioni della Cina con i paesi vicini sono oggi le migliori degli ultimi tempi». Ne discende che i «fattori complessi» potrebbero riferirsi ad attori situati oltre lo stretto vicinato cinese.

Nel medesimo articolo, a pagina 182, si legge: «La Cina sta entrando in una fase dove coesistono sfide e opportunità, dove incertezze e fattori imprevedibili sono in aumento. Solo mantenendo il morale alto e una salda forza di volontà, solo forgiando la capacità di affrontare a viso aperto le difficoltà e di prevalere nella lotta, potremo prendere l’iniziativa nel mare in tempesta, restando invincibili». Poi: «Dobbiamo resistere fermamente al contenimento, alla soppressione e alla coercizione esterni, senza mai cedere alla politica di potenza e all’intimidazione. Su questioni che coinvolgono interessi vitali non faremo concessioni; su questioni di principio non faremo compromessi; non arretreremo di fronte alle minacce e al ricatto». Le due frasi chiariscono che se la Cina fronteggerà minacce o sfide nel commercio o in altri ambiti, la sua strategia resterà immutata: non arretrerà, continuerà a lottare fino alla fine.

Carta di Laura Canali - 2025
Carta di Laura Canali - 2025 

A pagina 15 del libretto di domande e risposte, in un articolo dal titolo: «Aumentare le riforme del sistema economico e promuovere uno sviluppo di alta qualità» a firma di Wang Hunin (membro del Comitato permanente dell’Ufficio politico del Comitato centrale del partito e presidente del Comitato nazionale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese), leggiamo: «Più gli altri costruiscono “piccoli cortili con alti steccati” o spingono per il disaccoppiamento [dall’economia cinese], più promuoveremo con fermezza aperture ad alto livello. Durante il 15° piano quinquennale espanderemo stabilmente le aperture istituzionali, sosterremo il commercio multilaterale e amplieremo la circolazione internazionale».

Detto altrimenti: per la Cina l’apertura resta una scelta strategica, pertanto la «circolazione internazionale» rimane una componente importante nella strategia della «doppia circolazione». L’idea per cui «più gli altri si chiudono, più noi ci apriamo» è apparsa con frequenza nelle discussioni accademiche cinesi degli ultimi due anni. Il noto esperto Zheng Yongnian ha chiesto ripetutamente di intensificare le aperture, anche unilaterali: «Anche se alcuni paesi occidentali non si aprono a noi, noi dobbiamo aprirci a loro». Pechino sta insomma andando verso un’ulteriore apertura della sua economia. Il ministero del Commercio ha annunciato su WeChat che il titolare del dicastero, Wang Wentao, ha firmato un accordo quadro per intensificare la cooperazione economica con cinque Stati insulari del Pacifico: Micronesia, Kiribati, Nauru, Vanuatu e Figi. Lo stesso giorno, il ministro Wang ha siglato un partenariato economico con il Congo: un passo importante della politica «zero dazi» annunciata da Xi Jinping, nonché un atto nello spirito delle sessioni plenarie Terza e Quarta del 20° Comitato centrale del Pcc, come dichiarato dallo stesso ministero del Commercio. 

3. A pagina 87-89 del libro di domande e risposte, in un articolo dal titolo: «Promuovere la modernizzazione della Difesa e delle Forze armate nazionali» firmato da Zhang Youxia (membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Pcc e vicepresidente della Commissione militare centrale), si legge: «Dobbiamo concentrarci sull’alto valore strategico della competizione militare internazionale. Non dovremmo limitarci a tenere il passo con i tempi, ma sforzarci di prevalere». A tal fine, «dobbiamo promuovere l’autosufficienza e mantenere il controllo di aree chiave, perseguire l’autonomia scientifica e tecnologica in campi avanzati, promuovere con vigore l’innovazione indipendente e originale, rimuovere le strozzature nelle tecnologie critiche». In vista di questi obiettivi «promuoveremo grandi progetti per lo sviluppo delle capacità di difesa, accelereremo l’innovazione e l’applicazione delle relative tecnologie, ci doteremo di “assi nella manica” in grado di darci vantaggi decisivi».

I due testi in esame contengono diversi articoli relativi allo sviluppo militare cinese. Qui salta agli occhi l’aperta consapevolezza del fatto che un ristretto accesso alle tecnologie straniere impone alla Cina di perseguire l’autosufficienza nella ricerca e sviluppo di sistemi per la difesa.

Carta di Laura Canali - 2025
Carta di Laura Canali - 2025 

Le pagine 107 e 108 del libro di domande e risposte sono occupate da un articolo di Chen Wenqing, membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale e capo della Commissione affari legali e politici. Nel contributo, dal titolo: «Costruire un più alto livello di pace e sicurezza in Cina», si legge: «Analizzando la storia della Repubblica Popolare Cinese dalla sua fondazione, si vede come il partito abbia enfatizzato la sicurezza nella fase di consolidamento e lo sviluppo in quella di aumento della prosperità. Nella nuova fase di rafforzamento, sviluppo e sicurezza devono essere meglio coordinati. Dobbiamo rimarcare il fatto che tanto l’uno quanto l’altra sono princìpi assoluti: occorre rafforzare la sicurezza attraverso lo sviluppo e perseguire lo sviluppo in un ambiente sicuro, prevenendo e sventando efficacemente i rischi. (…) Dobbiamo migliorare i meccanismi di salvaguardia della sicurezza internazionale negli affari esterni, costruire un sistema articolato per proteggere gli interessi esteri della Cina, incrementare gli sforzi di contrasto alle sanzioni, rafforzare l’applicazione del diritto internazionale e la cooperazione nell’ambito della sicurezza».

La «fase di consolidamento» si riferisce verosimilmente al periodo che intercorre tra il 1949 (nascita della Repubblica Popolare) e l’inizio delle riforme. L’«aumento della prosperità» sembra un rimando alla fase successiva all’inizio dell’apertura, mentre per «rafforzamento» si intendono con ogni probabilità gli anni successivi al 2012. Il piano di riforma pubblicato nel 2024 include una sezione sul «rafforzamento dello Stato di diritto negli affari esterni», cui lo stralcio fa diretto riferimento.

Sempre nel libretto di domande e risposte, a pagina 7, il quesito numero 3 chiede: «Come comprendere la situazione internazionale e interna durante il 15° piano quinquennale?». La risposta compendia il giudizio dei decisori cinesi sull’influenza internazionale di Pechino: «I grandi cambiamenti nell’equilibrio delle forze internazionali stanno facendo avanzare il multipolarismo, sebbene in modo non lineare. L’influenza internazionale, il fascino e la capacità di plasmare il mondo della Cina continuano a crescere. La Cina ha giocato e continuerà a giocare un ruolo importante negli affari globali».*

(traduzione di Fabrizio Maronta)

 

* Questo articolo è stato pubblicato originariamente nella newsletter Substack Beijing Scroll il 7/11/2025. Il testo potrebbe differire leggermente dall




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